Arriva la mano/protesi hi-tech super efficiente e che non richiede intervento chirurgico | Video



Rehab Technologies presenta Hannes, protesi robotica hi-tech in grado di restituire efficienza alle persone vittime di amputazioni alle mani.

Mano-protesi-Hannes
Non è un punto di arrivo, bensì uno stimolo importante per rincorrere traguardi ancora più ambiziosi! Questo il concetto espresso dai responsabili del progetto che ha portato alla produzione di Hannes, mano robotica protesica, messa a punto da Rehab Technologies, laboratorio hi-tech nato dalla collaborazione tra INAIL e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

Eppure, Hannes è la prima protesi robotica mai realizzata - a costo contenuto - in grado di essere 'installata' su pazienti amputati senza bisogno di intervento chirurgico e con sensibilità e prestazioni simili per il 90% a quelle di una mano vera.
La protesi, fornita di guanti simil-pelle differenziati in colorazioni per uomini e donne, non è in grado di offrire movimenti singoli delle dita, ma garantisce l'impugnatura di oggetti ed arnesi, anche pesanti (fino a 15 Kg), reagendo agli stimoli esterni per riuscire a dosare forza e calcolare l'inclinazione delle dita per una presa corretta ed efficiente, offrendo movimenti fluidi e 'naturali'.

Pesi-15-kg
Con Hannes è possibile manipolare con precisione oggetti di grandi e piccole dimensioni, grazie ad un sofisticato sistema di controllo mioelettrico, in grado di sfruttare gli impulsi elettrici provenienti dalla contrazione dei muscoli ancora attivi del braccio, interpretati da reti neurali AI presenti nel software della protesi.

Hannes-caratteristiche
Lorenzo De Michieli, coordinatore di Rehab Technologies:
Le peculiarità di Hannes sono dovute alla combinazione di due aspetti: il primo è la massimizzazione dell'efficacia rispetto alle protesi anche top di gamma esistenti: la mano è estremamente efficace nel raggiungere oggetti e afferrarli saldamente. Dall'altro lato siamo riusciti a minimizzare la complessità realizzativa: abbiamo un design meccanico che impiega molti meno componenti - e in particolare quelli molto costosi come gli attuatori e i motori - rispetto alle protesi presenti sul mercato. Il motore è solo uno, che attraverso una serie di cavi (un po' come i tendini delle mani) collegati alle dita, le comanda in una sinergia di movimento distribuendo la forza uniformemente su tutte le dita.
L'effetto complessivo è che con un solo motore, i cavi e un design meccanico brevettato si riesce a produrre un'azione sinergica delle dita simile a quella che si compie chiudendo e aprendo una mano: quando si vuole afferrare un oggetto le dita si chiudono automaticamente conformandosi alla forma dell'oggetto stesso.
La protesi è stata messa a punto principalmente per pazienti che hanno sibuto amputazioni, che in gran parte sono vittime di incidenti sul lavoro, quindi beneficiano anche della copertura assicurativa INAIL. Indipendentemente da questo, Hannes si rivolge a pazienti imputati transomerali (nella parte dell'avambraccio) che hanno ancora il gomito. Su di loro si può innestare un'invasatura conformata alla parte restante del braccio, su cui poi si innesta la mano robotica con il proprio polso. All'interno dell'invasatura vi sono sensori mioelettrici che rilevano l'attività dei muscoli residui. Nel nostro caso i sensori sono due su altrettanti muscoli: quando il paziente contrae uno dei due muscoli la mano si apre, quando contrae l'altro si chiude.
Hannes, già con certificazione CE, sarà in commercio a partire dal 2019, ad un prezzo decisamente inferiore alle protesi attualmente presenti sul mercato. Si cercano convenzioni per distribuirla al costo di 10.000 euro, un terzo delle proposte attualmente disponibili.
Fonte: IIT
Articolo di HTNovo
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