Boston Dynamics svela il nuovo Atlas: con Google DeepMind cambia tutto

gen 7, 2026

Il nuovo Atlas, presentato al CES 2026, combina hardware avanzato e modelli AI di Google DeepMind, segnando un passo concreto verso robot umanoidi operativi in contesti industriali reali.

Boston Dynamics svela il nuovo Atlas: con Google DeepMind cambia tutto

Boston Dynamics
ha ufficialmente tolto il velo al nuovo Atlas, il suo robot umanoide di nuova generazione, mostrato al CES 2026 di Las Vegas, e questa volta non si tratta dell'ennesima demo virale fatta di salti mortali e parkour.

La vera novità è un'altra: Atlas avrà il "DNA" di Google DeepMind.
La collaborazione tra Boston Dynamics e la divisione AI di Google, confermata sia dall'azienda sia da TechCrunch, segna un passaggio importante per la robotica umanoide: dall'eccellenza meccanica alla fusione tra corpo e intelligenza artificiale avanzata.

Un'evoluzione che su HTNovo seguiamo da anni, raccontando passo dopo passo la trasformazione di Atlas da piattaforma sperimentale a possibile robot da lavoro, ben prima che il tema degli umanoidi tornasse centrale nel dibattito tech.

Non più solo muscoli: Atlas diventa "cognitivo"

Per anni Boston Dynamics è stata sinonimo di robot spettacolari ma difficili da collocare nel mondo reale. Con il nuovo Atlas, l'approccio cambia radicalmente, come emerge chiaramente sia dalla presentazione al CES sia dal post ufficiale pubblicato sul sito dell'azienda.

Secondo quanto annunciato da Boston Dynamics, Atlas è ora completamente elettrico, progettato come prodotto industriale e già destinato ad ambienti produttivi reali, a partire dalle fabbriche Hyundai

Ma il vero salto evolutivo arriva dal software.
Grazie alla partnership con Google DeepMind, Atlas integra modelli di intelligenza artificiale avanzati in grado di:

  • Comprendere l'ambiente fisico;
  • Pianificare azioni complesse;
  • Adattarsi a contesti non strutturati;
  • Imparare dall'esperienza, andando oltre l'esecuzione di istruzioni rigide.

In altre parole, non è più solo un robot che si muove bene, ma uno che capisce cosa sta facendo.

Cosa c'è dentro il nuovo Atlas

Boston Dynamics parla apertamente di un robot "enterprise-grade", pensato per lavorare davvero. Le specifiche comunicate includono:

  • 56 gradi di libertà;
  • Mani con sensori tattili per la manipolazione fine;
  • Capacità di sollevare carichi fino a 50 kg;
  • Sistemi di visione avanzata e percezione spaziale a 360 gradi;
  • Sostituzione autonoma delle batterie e integrazione con i sistemi industriali esistenti.

Non è un robot da casa, né un assistente personale. Come abbiamo più volte sottolineato nei nostri approfondimenti su Atlas e sulla robotica industriale di Boston Dynamics, questa piattaforma nasce per l'industria, almeno in questa fase.

Il ruolo di Google DeepMind: il cervello del robot

Se Boston Dynamics rappresenta l'eccellenza nel "corpo", DeepMind è il cervello.
Secondo quanto riportato, i modelli AI di DeepMind — derivati dalla famiglia Gemini Robotics — permettono ad Atlas di collegare visione, linguaggio e azione, ragionare su oggetti e spazi fisici ed eseguire compiti multi-step senza script rigidi.

È un approccio diverso rispetto alla robotica tradizionale, basata su regole fisse e scenari prevedibili, e che si inserisce perfettamente nel percorso che seguiamo da tempo: quello dell'AI che esce dal software puro per confrontarsi con il mondo fisico.

Produzione già avviata: non è un esperimento

Un dettaglio fondamentale, confermato direttamente da Boston Dynamics: Atlas non è un concept.
L'azienda ha dichiarato che la produzione è già iniziata, che le unità previste per il 2026 sono già assegnate e che i primi impieghi saranno in ambito industriale e manifatturiero. Un elemento che distingue Atlas da molti annunci robo-AI degli ultimi anni, spesso fermi allo stadio di laboratorio o di demo controllata.

Perché è importante

Il punto non è solo Atlas. Il punto è che, per la prima volta, emerge una convergenza credibile tra robotica umanoide avanzata, AI generalista multimodale, casi d'uso industriali concreti e produzione su scala.

Se il progetto manterrà le promesse, potremmo trovarci davanti a una nuova generazione di robot da lavoro e a un'accelerazione reale dell'automazione avanzata, con un precedente che altri attori del settore (vedi Figure) dovranno inevitabilmente confrontare.

Boston Dynamics e Google DeepMind stanno affrontando quello che da sempre è il nodo centrale della robotica: dare intelligenza utile a un corpo capace di agire nel mondo reale.
Il nuovo Atlas non è ancora il robot "universale" della fantascienza, ma rappresenta probabilmente il passaggio più concreto finora verso umanoidi progettati per lavorare davvero. E questa volta, non si tratta solo di dimostrazioni tecniche più o meno fini a se stesse.

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