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Coronavirus, la svolta per cura e prevenzione potrebbe essere nella Cannabis

mag 15, 2020

I risultati incoraggianti di uno studio in preprint dell’Università canadese di Lethbridge sulle capacità del cannabidiolo.

Coronavirus, la svolta per cura e prevenzione potrebbe essere nella Cannabis
Le proprietà antinfiammatorie della Cannabis sativa utilizzata in ambito medico sono note da tempo e potrebbero essere utili anche per cura e prevenzione di infezione da COVID-19.

A rivelarlo è uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Lethbridge, in Canada.

La marijuana medica diminuisce i sintomi provocati dal nuovo Coronavirus e potrebbe riuscire a prevenire la malattia grazie all'azione di alte concentrazioni di Cannabidiolo (Cbd), uno dei metaboliti della Cannabis sativa.
Lo studio universitario è stato condotto partendo da estratti di Cannabis sativa medica con un alto contenuto di cannabidiolo testati su modelli 3D di tessuti umani. L'azione porta ad una diminuzione della presenza attiva delle proteine Ace2 e Tmprss2, le 'porte di accesso' del Sars-Cov-2 nelle cellule.

Coronavirus, la svolta per cura e prevenzione potrebbe essere nella Cannabis

Su diverse centinaia di linee ed estratti diversi di Cannabis sativa, 13 combinazioni sono risultate efficienti per la riduzione sostanziale della concentrazione di Ace2 e Tmprss2 nei modelli di tessuti umani di bocca, vie aeree e intestino (ricordiamo che il Coronavirus non attacca e non crea danni solamente ai polmoni ma a tutti gli organi umani, Cervello e Sistema nervoso compresi).

Lo studio dell'Università canadese è ancora in fase preprint, dunque dovrà essere sottoposto a peer review, ma i ricercatori si dicono certi dell'efficacia della Cannabis medica contro il COVID-19.
Il nostro studio è cruciale per la futura analisi degli effetti della cannabis medica su Covid-19. Gli estratti di Cannabis sativa ad alto contenuto di Cbd possono diventare un’aggiunta utile e sicura al trattamento dell’infezione, come terapia di supporto.
Inutile sottolineare che la Cannabis sativa trattata nello studio e in generale in ambito medico non è la marijuana utilizzata a scopo ricreativo, essendo priva (o quasi) di THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo), principale responsabile dello 'sballo' dell'erba.
Via: Wired
Articolo di HTNovo
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