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Zoom, niente crittografia end-to-end per gli account gratuiti

giu 3, 2020

Per consentire alle forze dell'ordine di accedere alle videochiamate in caso di utilizzo illecito dell'applicazione.

Zoom, niente crittografia end-to-end per gli account gratuiti
Non è certo una buona mossa quella confermata direttamente dal CEO di Zoom nelle ultime ore a Bloomberg, ovvero la decisione di avviare un programma sperimentale di crittografia end-to-end delle videochiamate solamente per gli account paganti e non per quelli gratuiti.

La decisione è stata presa per garantire il monitoraggio da parte del gruppo delle videochiamate, potendo fornire materiale alle autorità, qualora fosse necessario per intervenire su attività non lecite.
Gli account aziendali accederanno al servizio di crittografia end-to-end di Zoom tuttora in sviluppo, ma Eric Yuan, CEO dell'azienda, ha affermato che gli utenti gratuiti continueranno a non godere di quel livello di privacy.
Gli utenti gratuiti sono sicuri di non volerlo dare perché vogliamo anche collaborare con l'FBI, con le forze dell'ordine locali nel caso in cui alcune persone utilizzino Zoom per un cattivo scopo.
Zoom è l'app di videoconferenze che ha avuto il maggior beneficio dalla pandemia in corso, passando da 10 milioni di utenti attivi quotidianamente nel mese di dicembre 2019 ad oltre 300 milioni in questo periodo. Aggiornata recentemente con significativi miglioramenti proprio per la sicurezza.

Forti del loro successo, tuttavia, ritengono che la massima privacy per gli utenti sia un optional di cui si può fare a meno, anche se altri servizi come WhatsApp, Skype o Google Duo, offrono gratuitamente la crittografia end-to-end, pur non avendo le capacità multi utente di Zoom, Microsoft Teams, la stessa Messenger Rooms o Google Meet.
Articolo di HTNovo
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