Maggiori dettagli sugli Aggiornamenti Cumulativi di Windows 10




Microsoft perfeziona il rilascio degli aggiornamenti mensili di Windows 10, selezionando le configurazioni dei vari dispositivi.

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Lo scorso mese di dicembre, vi abbiamo riportato i chiarimenti di Microsoft riguardo la distribuzione degli aggiornamenti di Windows 10, nello specifico i cumulativi mensili e quelli per la stabilità e la protezione del software.

Si è parlato per la prima volta di classificazione degli update in B, C e D, ritenendo i primi (B) quelli di maggior qualità, rilasciati la seconda settimana di ogni mese (Patch Tuesday), ed indicando gli update C e D come 'occasionali', specifici per risoluzioni di problemi e per configurazioni software/hardware mirate, come -del resto - vi abbiamo sempre indicato.

Microsoft ha etichettato gli aggiornamenti della terza e quarta settimana del mese (C e D) anche come per 'cercatori di aggiornamenti', ovvero per coloro che pigiano il tasto Verifica disponibilità aggiornamenti, in Windows Update.

E qui concentriamo l'attenzione di questo editoriale odierno.

In questo mese (da Patch Tuesday a vigilia di Patch Tuesday), ho provato a verificare cosa accade se non si sceglie mai di cliccare su Verifica disponibilità aggiornamenti.

Con Windows Update libero, ovvero lasciando le impostazioni di default e non indicando come 'A consumo' la mia connessione internet, vengono scaricate ed installate giornalmente ed automaticamente le nuove definizioni per Sicurezza di Windows, così come gli aggiornamenti cumulativi e di sicurezza del Patch Tuesday, con l'aggiornamento cumulativo di tipo B che porta correzioni, miglioramenti e un nuovo numero di Build, quello per .NET Framework, l'aggiornamento per Adobe Flash Player e quello per lo strumento di rimozione malware integrato in Windows 10.

Fra un Patch Tuesday e l'altro, Windows Update continua a scaricare ed installare in automatico solamente gli aggiornamenti delle definizione del Sistema di protezione integrato. A questi si aggiunge un eventuale secondo aggiornamento per .NET Framework ed eventuali nuovi driver rilasciati dal produttore per quello specifico dispositivo. Gli aggiornamenti cumulativi C e D che portano il Sistema ad una Build successiva, non vengono cercati da Windows Update se non manualmente, cliccando sul tasto Verifica disponibilità aggiornamenti.

Sappiamo che l'aggiornamento del framework (contenente anche una manciata di correzioni) è propedeutico per qualsiasi tipo di modifica al codice di qualsiasi software (app comprese). Durante questo mese di prova, Microsoft ha inviato sul mio dispositivo di test il cumulativo della terza settimana di gennaio per .NET Framework ma non il cumulativo che ha portato il Sistema alla Build 17763.292, contenete, fra le altre, la risoluzione al problema di autenticazione hotspot per alcune app di terze parti, in alcune configurazioni di dispositivi.

Il mio dispositivo, non ha riscontrato in precedenza quel problema né altri in particolare, dunque l'update di tipo C in questione non era giudicato critico dalla lettura dei rapporti telemetrici dei server di Redmond. Quindi non è stato cercato, scaricato, installato. Windows 10 è fermo alla Build del Patch Tuesday di gennaio.

Cronologia-aggiornamenti
Come sappiamo, gli Aggiornamenti Cumulativi di Windows 10 sono così chiamati perché installano solamente le parti di codice modificato mancanti, rispetto alla configurazione software esistente in quel momento.
Dunque, il Patch Tuesday di febbraio porterà la mia versione del Sistema alla Build più recente di Windows 10, scaricando ed installando (in automatico) l'aggiornamento di tipo B con le parti essenziali del precedente aggiornamento di tipo C non installato subito dopo la sua disponibilità, ma senza gli elementi specifici per le criticità di dispositivi che ne hanno richiesto la messa a punto (e il rilascio non previsto inizialmente).

Il metodo di distribuzione degli update da parte di Microsoft è certamente migliorato ed ha una buona struttura di base, identificando e differenziando le criticità in base all'hardware ospitante e al software installato. Ma va migliorato. Non è raro, infatti, trovare richieste di supporto da parte di utenti che riscontrano malfunzionamenti dopo l'installazione di un aggiornamento mensile. In quelle circostanze, file di un determinato aggiornamento (sicuramente di tipo C o D) non sarebbero dovute finire in quel determinato dispositivo. L'utente non avrebbe dovuto cliccare sul tasto Verifica disponibilità aggiornamenti, ma attendere il secondo martedì del mese successivo, per avere il pacchetto corretto per il suo dispositivo specifico.

Dunque, per perfezionare le modalità di rilascio, come accade per i Major Update semestrali, a Redmond dovrebbero impedire il download di update non richiesti e non necessari per quel device, che rischiano di diventare dannosi per molte delle varie configurazioni (milioni) esistenti. Un lavoro non semplice da attuare, ma che, viste le scelte, diventa di importanza prioritaria.

Continueremo ad approfondire e a segnalarvi eventuali miglioramenti. Per il momento, meglio continuare a non cercare manualmente gli aggiornamenti, ma deputare totalmente il compito al sistema di manutenzione automatica di Windows 10.
Articolo di HTNovo
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