La nuova versione stabile 156 del browser Google è in distribuzione su tutte le piattaforme supportate con queste novità.
Con il ciclo di aggiornamenti quindicinale a pieno regime (valido anche Edge e Firefox), eccoci ancora a parlare di un nuovo aggiornamento disponibile per Chrome su dispositivi desktop e mobile. Il nuovo update che fa avanzare il browser alla versione 156 non porta grandi novità per gli utenti comuni, al pari del precedente rilascio, ma si concentra principalmente su sicurezza e gestione siti Web per gli addetti ai lavori.
Per i Dev, le novità di Chrome 156 indicate nella documentazione ufficiale riguardano diverse aree e comprendono:
- CSS: selezione dell'elemento che avvia la navigazione: una nuova pseudo-classe consente di selezionare l'elemento che ha avviato una navigazione, come un link, un pulsante o un modulo.
- CSS random(): permette di generare valori numerici casuali entro un intervallo definito, offrendo nuove possibilità per layout ed effetti dinamici.
- Contenitori CSS con scorrimento su un solo asse: nuove possibilità per combinare i valori della proprietà overflow, migliorando il controllo dello scorrimento e il comportamento di position: sticky.
- CSS scroll-snap-type: pair: consente di agganciare lo stesso elemento durante lo scorrimento su entrambi gli assi, anziché selezionare elementi differenti per l'asse orizzontale e quello verticale.
- JavaScript: nuovi tentativi di caricamento dei moduli: Chrome evita di mantenere in cache gli errori di caricamento dei moduli, consentendo nuovi tentativi quando si verificano problemi temporanei, per esempio di rete.
- Aggiornamenti al trasporto dei dizionari di compressione: migliorata la gestione delle richieste per le risorse che utilizzano dizionari di compressione, con controlli più accurati degli attributi delle richieste.
- IndexedDB passa a SQLite: Chrome prosegue la migrazione del sistema di archiviazione verso un backend basato su SQLite, con l'obiettivo di migliorare soprattutto l'affidabilità e, in misura minore, le prestazioni. I database esistenti basati su LevelDB non vengono convertiti automaticamente.
- Nuove funzionalità WebTransport: le applicazioni Web possono specificare intestazioni HTTP personalizzate durante l'apertura della connessione e leggere le intestazioni della risposta del server tramite responseHeaders.
- WebRTC Diagnostic Logging API: le applicazioni Web autorizzate possono raccogliere dati diagnostici WebRTC per analizzare problemi nelle comunicazioni in tempo reale, come chiamate audio e video.
- WebGPU: estensione WGSL fragment_depth: introduce i modificatori less e greater per indicare il rapporto tra la profondità calcolata dallo shader e quella interpolata. La funzionalità è temporaneamente disabilitata su tutte le piattaforme a causa di errori di compilazione degli shader.
- Rimozione delle API Fenced Frames: le API window.fence vengono rese inattive e l'elemento fenced-frame viene mantenuto temporaneamente come stub. La rimozione completa dell'elemento HTML è prevista in una fase successiva.
Inoltre, come riportato nel blog ufficiale di Google dedicato a WebGPU, arrivano altre novità per gli sviluppatori di applicazioni grafiche e giochi:
- Compressione delle texture non allineata: consente di utilizzare texture compresse con dimensioni non multiple della dimensione dei blocchi, evitando operazioni aggiuntive di riempimento o ridimensionamento.
- Nuovi spazi colore lineari: srgb-linear e display-p3-linear permettono il rendering in spazi colore lineari a gamma estesa, utili per display wide-gamut e applicazioni grafiche.
- Formato di vertice snorm10-10-10-2: aggiunge un formato compresso a 32 bit con quattro componenti normalizzate, utile per ridurre l'occupazione dei dati grafici.
- Supporto a shader-f16 su Linux con GPU NVIDIA: i driver NVIDIA recenti possono utilizzare valori in virgola mobile a 16 bit negli shader WGSL.
- Aggiornamenti di Dawn: su Windows è possibile interrogare il LUID dell'adattatore DXGI sottostante, utile per identificare l'adattatore grafico utilizzato.
Tra le altre novità segnalate su ChromeStatus figurano anche la Web Haptics JavaScript API, disponibile in fase di sperimentazione dietro un flag, e le restrizioni per l'accesso alla rete locale, introdotte attraverso un rilascio graduale. Queste ultime riguardano le modalità con cui i siti Web possono accedere alle risorse della rete locale.
